Können Kryptowährungen das Immobiliengeschäft revolutionieren?

Pubblicato il

IMMO.Magazin, Dezember 2020

Luzius Meisser intervistato da Roland Vögele, CEO di MV Invest AG

Luzius Meisser (40 anni), originario dei Grigioni, ha studiato informatica al Politecnico federale di Zurigo e ha poi lanciato un servizio di archiviazione cloud. Dopo aver venduto l’azienda a Seagate, nel 2013 ha fondato laBitcoin Association Switzerlande ha conseguito un master in economia all’Università di Zurigo. È membro del consiglio di amministrazione e investitore in diverse startup svizzere, coautore di varie pubblicazioni scientifiche e ha assistito il Consiglio federale, in qualità di esperto esterno, nell’elaborazione del progetto di legge sulla blockchain recentemente approvato. La sua startup più recente si chiama Aktionariat e mira a creare, tramite la tecnologia blockchain, un mercato per le azioni delle piccole e medie imprese svizzere.

Signor Meisser, lei è una delle figure più importanti del mondo delle criptovalute. Come ha scoperto questo settore?

Ho letto per la prima volta di Bitcoin nel 2011, in un forum di informatica, e ne sono rimasto subito affascinato. Un inventore enigmatico, la cui identità è ancora sconosciuta, ha risolto in modo originale uno dei grandi problemi dell’informatica e ha creato una valuta internet completamente decentralizzata.

Alla fine di ottobre Bitcoin ha già festeggiato il suo dodicesimo anniversario. Come si è evoluta da allora la tecnologia alla sua base e in quale direzione sta andando?

Inizialmente l’obiettivo era rendere più stabili Bitcoin e la rete sottostante. In seguito sono arrivate altre criptovalute e blockchain liberamente programmabili. Il sistema più noto è Ethereum, che utilizzo anche con la mia azienda Aktionariat . La prossima grande sfida consiste nell’aumentare significativamente il numero di transazioni che questi sistemi possono elaborare ogni giorno. Attualmente Ethereum gestisce circa un milione di transazioni al giorno. È tuttavia troppo poco per competere con il sistema finanziario globale. Purtroppo, a causa dell’elevata complessità tecnica, lo sviluppo in questo campo non procede tanto rapidamente quanto vorrei.

Lei è molto presente in questo settore e ha anche fornito consulenza alle autorità svizzere. Qual è la posizione della Svizzera in questo panorama? Quale quadro normativo è necessario?

Nell’autunno del 2020 il nostro Parlamento ha approvato un pacchetto legislativo che offre un’ottima base per utilizzare la tecnologia blockchain nella negoziazione di titoli. L’UE ha progetti simili, ma è in ritardo di diversi anni. Le basi legali create in Svizzera sono quindi nettamente migliori rispetto all’attuale proposta europea, intitolata «Pilot regime for DLT market infrastructures». Sono dunque molto contento che qui possiamo fare le nostre leggi e non siamo soggetti al diritto dell’UE.

La valuta digitale Bitcoin è già stata utilizzata anche per transazioni immobiliari. Molti operatori vedono grandi rischi e un pericolo di riciclaggio di denaro. Qual è la sua opinione?

Per quanto ne so, in Svizzera Bitcoin viene raramente utilizzato per il riciclaggio di denaro. Forse ciò dipende dal fatto che abbiamo regole molto più severe rispetto ad altri Paesi. Il rischio maggiore nel mercato delle criptovalute è l’elevata volatilità delle monete negoziate. Il mercato è caratterizzato dalla speculazione a breve termine. Mi aspetto però che gli investitori orientati al breve termine, che inseguono continuamente la prossima moda, prima o poi vengano sostituiti da investitori di lungo periodo e che il mercato nel suo insieme diventi più maturo. A quel punto vedremo anche più prodotti immobiliari basati sulla blockchain. Potrebbero però passare ancora alcuni anni.

Il settore immobiliare fatica a tokenizzare i propri beni. Il progetto Swiss Real Coin è stato sospeso e anche altri operatori hanno difficoltà a dare slancio al mercato. Il suo mondo non è adatto al settore immobiliare?

Dal punto di vista giuridico, un immobile non può essere tokenizzato direttamente, perché il suo trasferimento non avviene digitalmente, ma tramite il registro fondiario. Se invece si tokenizzano le azioni della società proprietaria dell’immobile, si rientra nell’ambito di applicazione della legge sugli investimenti collettivi. È questo che, in definitiva, ha fatto fallire Swiss Real Coin. Potrebbero però esistere modi per fare meglio. Forse sarebbe un caso per MV Invest? Non basta, tuttavia, superare gli ostacoli giuridici. L’offerta deve essere convincente anche dal punto di vista economico e rispondere alle esigenze degli investitori.

Quali ostacoli devono essere superati affinché la blockchain possa offrire nuove opportunità anche al settore immobiliare?

Oltre alle sfide giuridiche, anche il mercato stesso deve diventare più maturo. Servono stablecoin consolidate, ad esempio ancorate al franco, che consentano di effettuare transazioni in valute tradizionali. Un esempio è Cryptofranc, emesso da una filiale di Bitcoin Suisse, di cui sono azionista. Attualmente Bitcoin è infatti troppo volatile per le transazioni immobiliari. Servono inoltre mercati adeguati e investitori interessati sia alla blockchain sia agli immobili. Per soddisfare la propensione al rischio degli attuali investitori nel mercato delle criptovalute, gli investimenti immobiliari tokenizzati dovrebbero probabilmente prevedere una leva elevata. Gli investitori in criptovalute tendono infatti a cercare rendimenti elevati e sono disposti ad accettare rischi altrettanto elevati.

La società e le sue tecnologie si sviluppano sempre più rapidamente. Dove vede la blockchain tra 5 anni?

Spero che la tecnologia blockchain renda possibile lo sviluppo di un mercato finanziario alternativo, più libero e trasparente rispetto ai mercati attuali. Oggi, ad esempio, solo circa 230 delle oltre 120′000 società anonime svizzere sono quotate in borsa. Credo che esistano migliaia di altre aziende le cui azioni trarrebbero beneficio da un mercato pubblico. Voglio contribuire a costruire questo mercato.

Signor Meisser, grazie di cuore per gli interessanti approfondimenti e per le sue valutazioni sulle applicazioni della blockchain nel settore immobiliare. La volontà politica c’è; ora spetta ai diversi operatori elaborare soluzioni adeguate. Per raccogliere il suo invito, chissà, forse anche noi di MV Invest potremo dare un contributo, dato che cerchiamo costantemente di sviluppare soluzioni nuove e innovative per gli investitori. Il tema resta senz’altro interessante e sono convinto che in futuro continueremo a sentir parlare di lei e a leggere i suoi contributi.

Vuoi saperne di più?

Inizia gratis oggi stesso o lascia che ti mostriamo come funziona.